Normative

Cambio di destinazione d'uso di un immobile: cosa serve sapere

Capita spesso, soprattutto valutando immobili con un buon rapporto qualità-prezzo, di trovare locali con una destinazione d'uso diversa da quella che si vorrebbe (un ex ufficio, un negozio) e chiedersi se si possa trasformare in abitazione.

Non è sempre possibile, e va verificato caso per caso

Il cambio di destinazione d'uso dipende dagli strumenti urbanistici del Comune in cui si trova l'immobile, e non è automatico: in alcune zone è consentito con una semplice pratica edilizia, in altre è vincolato o del tutto escluso. Il primo passo, prima di innamorarsi dell'immobile, è sempre una verifica con un tecnico o direttamente con l'ufficio urbanistica del Comune.

I requisiti tecnici da rispettare

Anche quando il cambio è ammesso dal punto di vista urbanistico, l'immobile deve rispettare i requisiti previsti per le abitazioni: altezze minime, aerazione e illuminazione naturale dei locali, requisiti igienico-sanitari. Non tutti i locali commerciali li soddisfano senza lavori.

I costi da mettere in conto

Oltre agli eventuali lavori di adeguamento, un cambio di destinazione d'uso comporta spesso oneri comunali e, in alcuni casi, un conguaglio su imposte legate alla nuova categoria catastale. Vale la pena farsi fare una stima completa prima di decidere se l'operazione conviene davvero.

Perché conviene informarsi prima dell'acquisto

Se l'obiettivo è trasformare un locale in abitazione, verificare la fattibilità prima di acquistare (non dopo) evita di ritrovarsi con un immobile che, per motivi urbanistici, non potrà mai diventare la casa che si aveva in mente.

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